novembre 6, 2016

Un’importante collaborazione

di Lelio
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Ai906b636cfcb594c925153bfa54c8c4a2 i più attenti “navigatori” birrari non sara sfuggita la comparsa di numerosi articoli sul portale Pam-Panorama . Articoli firmati da Marianna Bottero e dal sottoscritto. Una bella palestra dove ci esercitiamo nel rendere anche il più semplice e comprensibile possibile il linguaggio tecnico legato al nostro piccolo, ma spumeggiante mondo. Insieme alla redazione del portale concordiamo gli argomenti da affrontare e godiamo di piena autonomia nell’esporli. Gli scritti che curiamo sono nella sezione birrificio-magazine e portano la firma “mastri birrai” . La redazione inoltre aggiunge contenuti video (bellissimo quello sui manifesti) rendendo il portale sempre più interessante e dinamico. Per chi volesse saperne di più ecco il link diretto https://birrificio.pampanorama.it/magazine

e mi raccomando…buona birra!


giugno 2, 2016

la crescita dei birrifici

di Lelio
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In un attimo di folle lucidità matematica ho pensato di trasformare in modo grafico la crescita degli ultimi anni dei birrifici italiani. Analizzando non solo il numero puro, ma anche stimando produzione e fatturato. Per fare questo mi sono avvalso dei dati forniti da microbirrifici.org, cronache di birra ed ovviamente dalla preziosa ricerca Atlis-Ub.

Ci ho messo del mio semplificando alcuni dati, come ad esempio il numero di unità produttive (i volumi ed i fatturati espressi dai beer-firm, che poi sarà maschile o femminile..boh, sono quindi compresi nei quantitativi espressi dai “birrifici produttivi”). Ho mantenuto anche costante il consumo italiano nel corso degli anni (che comunque è variato di poco) e “stimato” (qui purtroppo non ho trovato dati certi) la % imputabile alla produzione artigianale. Cresce il numero di produttori, ma cresce anche la media di produzione imputabile ad ogni singola unità produttiva. Questo grazie anche all’esplosione delle beer-firm e ai birrifici (sono ormai il 50% del totale) che realizzano queste produzioni conto/terzi. Mi sono fermato al 2014, in attesa del report 2016 dell’Atlis che confermerà, come penso, un ulteriore balzo in avanti…vedremo!fatturato

 

 

produzionestimata


dicembre 20, 2015

ANNO NUOVO…libro nuovo

di Lelio
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In leggero anticipo sui tempi previsti ho pubblicato la nuova edizione della Guida all’apertura di un microbirrificio-brewpub. Le pagine, per via anche della nuova impaginazione, sono arrivate a 168 ed ho variato in modo significativo la parte economica, per via sopratutto dell’ aumento dell’accisa (passata nel frattempo da 2,35 euro a 3,04)

Note sull’edizione 3.0
Le variazioni dell’accisa, dell’IVA e l’esplosione dei Beerfirm e dei Birrifici agricoli mi ha obbligato ad una sostanziale revisione di questa nuova edizione. Ho inoltre corretto alcuni errori di battitura e riscritto frasi che, su
segnalazione dei lettori, non erano troppo chiare. Lulu.com, che stampa on demand le copie cartacee, ha inoltre cambiato i formati rendendo necessaria una nuova impaginazione.guida2016
Queste le varianti principali:
• rivisti i costi al litro della birra
• rivisti i business plan
• aggiunte note all’appendice Beerfirm
• aggiunte note all’appendice Birrifici agricoli
• ampliata l’appendice sulla telematizzazione delle accise
• aggiunta appendice sulle s.r.l. a 1 euro
ringrazio in anticipo chi vorrà contribuire segnalandomi errori e parti da migliorare.
Dalla prima edizione di questa guida (2011) ad oggi è raddoppiato il numero dei piccoli produttori di birra italiani. Un trend inarrestabile che sta trasformando il sogno visionario di pochi audaci imprenditori in un business concreto e alla portata di quasi tutti.

Anche l’edizione 2016 (168 pagine) sarà un valido aiuto per chi vuole fare impresa producendo birra artigianale. Dal dimensionamento degli impianti alle difficoltà burocratiche, per chiudere con esempi di business plan e un progetto d’impresa. Le nuove integrazioni comprendono con le domande poste dei lettori, l’aggiornamento dei Business-plan, i birrifici agricoli, la telematizzazione delle accise, la costituzione di SRL a 1 euro e i Beer-firm.

Anche per questa edizione mi avvalgo dell’autopubblicazione di lulu.com e della vendita diretta sul mio sito. Dal 2011 ad oggi ho rivisto, corretto ed aggiornato con nuove edizioni 9 volte il libro. Nessun editore “tradizionale” riuscirebbe a tenere testa all’evoluzione birraria italiana. Inoltre si instaura un contatto diretto con i lettori che, spesso mi contattano per dubbi consulenze ecc.

acquista-adesso

Buona lettura e i miei migliori auguri birrari.

 


novembre 7, 2015

Guida all’apertura di un Beershop

di Lelio
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copertinaGrazie all’attiva collaborazione di Marianna finalmente è disponibile la mia (nostra) nuova guida tutta dedicata all’apertura di un Beershop.

Sono oltre 100 pagine dense della nostra esperienza in campo birrario, vissuto sia a livello produttivo che nella tranquilla (si fa per dire) routine di bottega.

Il fatto che in alcune zone d’Italia, Roma in particolare, i beershop si stiano moltiplicando, non significa affatto che siano una fonte sicura di reddito ed ogni singolo caso fa un po’ storia a sé. Di certo il grande interesse che ha suscitato nell’ultimo decennio la birra artigianale sta favorendo la diffusione di un concetto di birra decisamente diverso, sia dal punto di vista qualitativo che dell’immagine con possibilità di creare nuove attività complementari e relativi posti di lavoro.

Occorre però avere la saggezza e la coscienza di avventurarsi in un mondo che, per quanto riguarda la sfera del business, è agli albori e che come tutti i settori neonati risente di variabili ed incognite che possono rappresentare incredibili possibilità di guadagno ma anche insuccessi clamorosi. E’ come se fosse una nuova corsa all’oro dove alcuni si arricchiscono o impoveriscono setacciando le acque di un torrente ed altrettanti si arricchiscono o impoveriscono vendendo setacci, picconi, coperte o altri generi complementari. g3043

clicca qui per acquistare la guida in formato PDF (E-Book stampabile)

 

 


ottobre 20, 2015

La birra nel bicchiere

di Lelio
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A canna di certo no, nella “plastica” tanto meno, ma la ricerca spasmodica e spesso insensata del bicchiere “perfetto” mi pare che ci stia portando lontano dall’emozione principale che la birra mi deve trasmettere, ovvero “il piacere di berla”. Ho sempre guardato con malcelata invidia gli esperti sommelier del vino roteare, annusare, e poi degustare a piccoli sorsi per concludere il tutto con un bello “sputo” nell’apposita sputacchiera. E poi giù di descrizioni ardite, “terreno argilloso” ,”esposizione a nord est”, “malolattica controllata”, “sentori di vaniglia misti a sella di cavallo”, “viola raccolta in primavera”…e così via! Sarà che la birra io non la sputerei mai (beh insomma se proprio è una schifezza può succedere) ma un bel bicchiere di vetro a calice, fatto bene, e sul “fatto bene” ci ritorno tra qualche riga, è tutto quel che mi serve per godermela senza arrischiare poesie e suscitare l’ilarità dei presenti. Al massimo mi lancio in descrizioni riguardanti i profumi del luppolo, il fruttato degli esteri dovuti alla fermentazione, delle eventuali spezie, la dolcezza del malto, la leggera acidità del frumento e poi l’amaro erbaceo, oppure legnoso, le note di tabacco, uh quante cose si possono sentire e raccontare sulla birra che, per questo aspetti ,non è certo seconda al vino. Ma torniamo al bicchiere “fatto bene”, che deve essere lo strumento per assaporare al meglio la birra, un fedele servitore che nulla toglie e nulla aggiunge alla mia schiuma ed alle mie bollicine. Queste, schematicamente le caratteristiche ideali.

Per un bevitore

  • Perfettamente trasparente, in modo da non modificare il colore della birra
  • Dalle linee curve, senza “spigoli”. Gli “spigoli”, specialmente dove appoggio le labbra li trovo fastidiosi
  • Ben equilibrato sia da pieno che da mezzo vuoto, in modo da non costringermi a giochi di equilibrio ogni volta che lo prendo e lo riposo sul tavolo.
  • Con un vetro del giusto spessore, ne troppo fine (tipico dei calici da vino bianco) ne troppo spesso (come i boccali da birra)
  • Che ci stia il naso! Nei calici troppo stretti la mia “canappia” proprio non ci entra
  • Con una “pancia” evidente, ma non troppo pronunciata per evitare che mi si “sgasi” troppo la birra prima di arrivare alla fine, con conseguente abbattimento prematuro della schiuma
  • Sia italiano, perché una mano alla nostra economia è sempre giusto darla

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Per un gestore publican o organizzatore di eventi

  • Robusto e affidabile, che non si rompa al minimo urto o durante l’asciugatura e non si scheggi, i bicchieri costano!
  • Che entri bene nella lavabicchieri ed abbia una forma che ne consenta un lavaggio ottimale
  • Mantenga la trasparenza a lungo, senza opacizzarsi dopo pochi lavaggi
  • Ben equilibrato, in modo da agevolare il servizio ai tavoli con i vassoi
  • Abbia e mantenga la “giusta” schiuma, consentendo la corretta inclinazione durante la spillatura
  • Disponibile in almeno due misure, la “media” e la “piccola”
  • Sia elegante, in modo da valorizzare la birra ed anche tutto il contesto in cui la si beve
  • Entri con facilità nelle “pochette da collo” per utilizzarlo durante gli eventi
  • Costruito in un “unico pezzo” senza steli incollati
  • Facile ed economico da personalizzare, sia in serigrafia che a laser
  • Abbia un prezzo di acquisto allineato alle quotazioni di mercato
  • Non vi sia l’obbligo di acquistarne migliaia di pezzi

Un bicchiere di questo tipo avrebbe un solo nome “UTOPIA” se non fosse per un pacchettino con 4 calici “crafty” checrafty il postino mi consegnò 15 giorni orsono, con una letterina riportante un’unica parola ! Provaci.

Io non so quanto altri “pacchettini” di questo tipo siano in giro, ma gli oggetti che mi sono ritrovato a “provare” riassumono esattamente i punti di cui sopra. Si tratta di un calice che mi da quello che cerco, il piacere di bermi la mia birra con lo strumento migliore per farlo ed il suo nome (che mi ricorda non a caso quello di un obbiettivo Pentax!) significa “furbo”. Si confermo! è un bicchiere “furbo”, ricco di innovazione e di quei piccoli accorgimenti in grado di renderlo gradevole e utilizzabile senza difficoltà anche dall’utenza professionale più esigente.

altre info cliccando qui