Archivio di Lelio Bottero
Categoria: artigianale

marzo 26, 2017

Crowdfunding innovativo

Da un libro a un birrificio il passo è breve

Sì, lo so, il titolo con la parola in inglese non è il massimo, ma questa è una storia talmente curiosa e originale che scrivere “raccolta fondi popolare e innovativa” sicuramente non avrebbe sortito lo stesso effetto.

È il 3 marzo del 2015 quando Lelio sussurra all’orecchio di Lella, sua moglie da 30 anni: “Ho voglia di vederti sempre, di lavorare di nuovo insieme a te”. Ora, capirete che lei, più abituata a sentirsi chiedere se avesse pagato l’assicurazione dell’automobile o comprato gli yogurt al pistacchio, lì per lì resta senza parole, eppure, forse distratta da una fresca aria primaverile, annuisce con la testa. Il cosa fare è, da tempo, ben noto a entrambi: una produzione artigianale di birra e bibite, a Carrù, il loro paese di origine. Tuttavia un’attività commerciale di questo spessore richiede investimenti importanti che Lelio, autore di un libro dal titolo “Guida all’apertura di un microbirrificio”, conosce a menadito . Investimenti, ahimè, piuttosto al di là delle possibilità economiche dei nostri romantici protagonisti.

Lelio non è certo uno che si arrende e, così, inizia a sondare banche e imprenditori locali per cercare di mettere insieme il gruzzolo necessario. Che disastro! Da “Non è il momento di investire”, “Sì, ma non ora”, “Guarda tu che sfortuna: ho appena cambiato la barca!”, “Non ci sono le giuste garanzie”, alla migliore “A mia moglie la birra non piace le sue orecchie ne hanno dovute sentire di tutti i colori, e tra un incontro qui e una telefonata là, i mesi passano e il progetto sembra allontanarsi sempre di più. Ma Lelio pensa e ripensa, trascorrendo le notti sveglio a navigare su internet alla ricerca di concrete soluzioni. Passa più di un anno da quel sussurro all’orecchio. Poi un’idea si accende all’improvviso: folgorante, abbagliante, decisiva.

Il libro, i lettori del mio libro!- dice Lelio tra il confuso, il determinato e il delirante -chiedo aiuto a loro!-.

Nell’attimo dopo le sue dita ticchettano sulla tastiera del laptop mentre, con gli occhi, scorre la rubrica degli indirizzi e-mail apparsa sullo schermo.

Oggetto: apriamo un birrificio

Caro amico di birra,

ho un progetto, un’idea di cui vorrei farti partecipe.

Dopo tanti anni di birra artigianale, vissuti sotto molteplici aspetti, ho deciso, con la mia famiglia, di rimettermi in gioco e di ricominciare a “fare birra sul serio” (e non solo birra!). Per farla breve, sto seriamente valutando di aprire un birrificio. Non è certo questa la sede più opportuna per approfondire l’argomento, anzi, mi auguro che questa mail non sia fonte di disturbo, ma per far sì che questa valutazione si concretizzi e parta, anzi prosegua quanto fatto fino ad ora, sto cercando appassionati di birra interessati a finanziare l’impresa. Oltre al discorso puramente economico (i soldi, ahimè, sono indispensabili) sarebbe per me molto utile poter valutare collaborazioni commerciali o, ad esempio, Beer Firm. Unendo le nostre forze, le nostre idee e i nostri progetti possiamo creare qualcosa di importante.

Nel ringraziarti ancora per la fiducia nei miei confronti attendo con piacere, nel caso fossi interessato ad approfondire l’argomento, un tuo riscontro.

I miei migliori saluti birrari

Lelio legge e rilegge il testo ad alta voce, incespicando qua e là perché ancora stenta a crederci: il suo sogno potrebbe essere lì, nel piccolo movimento del dito indice sul mouse.

Basta un click e alle 23.10 del 21 aprile 2016, le mail vengono inviate.

Già nella notte arrivano le prime risposte: “Voglio saperne di più, chiamami!” scrive Andrea; “Ho un birrificio in Venezuela e vorrei tornare in Italia” dice Nicola; “Produrre birra è la mia passione” aggiunge Giovanni.

Nel volgere di una settimana, ben novantasei persone rispondono alla mail.

Lelio le contatta telefonicamente una ad una, esponendo la sua idea e inviando il progetto di impresa e i vari business plan. Inizia a viaggiare su e giù, e avanti e indietro, per l’Italia per gli incontri con gli “amici di birra”. Alterna momenti di grande euforia ad altri di mero sconforto, ma alla fine, dopo cinque mesi di consultazioni, la compagine sociale è definita. Otto sono i decisi, convinti appassionati sulla linea che è la stessa di un traguardo e di una nuova partenza.

Nasce Birra Carrù, di tre carrucesi come Lelio, Lella e la figlia Paola, ma anche di un milanese, due torinesi, un tortonese, un albese, un vercellese, un palermitano e uno svizzero.

Il racconto, certo, non finisce qui; anzi è proprio appena iniziato.

Neanche un litro di birra è stato ancora prodotto, ma il prologo di questa nuova storia che Lelio e Lella si apprestano a vivere è così bello da meritare un posto tutto suo nell’albo e nel cuore di chi sa ancora credere nei sogni.


settembre 1, 2012

Ale Ale Ale nuovi nomi per nuove birre.

Di Lelio
Categorie: ale, artigianale, birre, casuale, mortale, nomi
Tag: Nessun tag
Commenti: Lascia un commento
Traendo spunto dalla Nuova Birra MezzasegAle, nata dalla collaborazione tra Riccardo Montegioco e Beppe BiDù (già noto per la sua “SuperAnAle”) mi sono immaginato tutta una serie di birre con desinenza Ale. Il tutto open, free, gratis, nessuno di questi nomi è da me registrato, anche se consiglio una verifica prima di battezzare qualche nuova produzione, si sa mai che qualcuno ci abbia già pensato veramente. Me ne sono venute in mente talmente tante, che ho spezzato il post in due parti. 
L’ordine è  ovviamente casuAle.

BanAle: birra ovvia, da 5 gradi, acqua, malto, luppolo, lievito. bottiglia standard profumo classico, gusto pulito.
DozzinALe: da non confondere con la precedente, è in realtà un finto barley wine da ben 14% alc vol. Ossidato in botti di rovere dove resta 200 mesi (ma chissà perché ogni 15 giorni ne esce una versione nuova). Stupì la prima volta per la sua somiglianza con una Marsala all’uovo (marcio), ora, come dice il nome, giace a dozzine nelle cantine di birrofighetti che sperano diventi un prodotto da collezione da vendere su ebay.
GeniAle:  prodotta con cocci di lampadina accesa e frammenti di tungsteno, difficile da trovare e da capire. Riservata a pochi eletti Se la trovi e la capisci ti illumini come un lampione, diversamente fai come tutti e ne tessi le meraviglie per sentito dire, vantando un assaggio mai effettuato.
PostAle: da distribuire nelle poste, tra libri di favole e francobolli da collezione, in etichetta riporta una grande busta. Se non ti piace puoi anche rispedirla al mittente.
PitAle: birra molto diuretica, da bere in quantità e con gli amici, se le bevute sono serali si consiglia di avere a portata di mano un vaso da notte.
RenAle: ottima per chi soffre di calcoli viene prodotta utilizzando la purissima acqua di sorgente del fiume “Reno” ha le stesse controindicazioni della PitAle. 
MortAle: clone mal riuscito della Mort Subite
TombAle: secondo tentativo mal riuscito di clonare la Mort Subite. Si sono utilizzati luppoli pakistani annaffiati esclusivamente con la cotta andata a male di MortAle. (i lombrichi e le talpe ringraziano).
RegAle: birra scura da oltre 9 gradi alc% vol. pensata il giorno che i Savoia sono tornati in Italia, ha richiesto un lungo periodo di affinamento in botti di legno. Pare che le 3 bottiglie rimaste stiano cercando il microclima perfetto (si sa, i tappi di sughero favoriscono l’interscambio) sull’isola dei famosi.Tutti ne parlano, ma nessuno l’ha mai bevuta, alcuni mormorano che sia una cotta annacquata di GeniAle.
SpettrAle: la ricetta ha origini sul finire del ‘700 e lo spettro del duca-marchese, nonché monaco del casato dei Sotuttoio non riusciva a trovare pace fino a quando qualcuno non l’avesse nuovamente realizzata. Grazie al cielo è stata fatta e che ora riposino in pace (lo spettro, la birra e il birraio).
DecennAle – VentennAle – TrentennAle: queste me le aspetto tutte e tre, puntuali come una CambiAle (vedi dopo) saranno riedizioni di birre già viste e mai dimenticate. Al grido di, “ma te le ricordi” sapranno strapparci un “me la ricordavo meglio” , ma l’etichetta è nuova ed il prezzo lievitato. L’auto celebrazione, a caro prezzo, dell’ovvio.
CambiAle: birra che con regolare puntualità cambia colore, profumi e sapore (quasi sempre in peggio), ma si sa il birraio è un artista che vive dell’estro del momento (magari è semplicemente un analfabeta che non sa ne scrivere, ne tanto-meno leggere le ricette), ma col beneficio del dubbio ne sosteniamo la produzione (ed il cambio automobile mensile) per la gioia del nostro lavandino.
BaccanAle: finalmente una birra divertente come recita l’etichetta: “l’IdeAle (vedi dopo) per il Bunga-Bunga, una birra di concezione romana (quindi con un IBU di almeno 120) che non faticherà ad entrare a La Bouvette.
IdeAle: falsa come le parole di alcuni (pseudo)guru del food-beverage, dolce nei profumi, amara nel gusto, vive di contraddizioni e scarsa coerenza. Oggi la trovi qui, domani la bevi la, sfuggente come un congiuntivo in TV, utopica come un’amicizia basata sul denaro. “addio cantavi e non per falsa ingenuità, tu ci credevi e adesso anche io che sono qua” (cit. Ivan Graziani – Lugano addio)
SensAle: birra per agevolare i matrimoni, visto il periodo di crisi, potrebbe sostituire l’anello di fidanzamento. Offerta al padre della sposa lascia trasparire intenzioni serie. E’ un ottima birra!
PapAle: bianca molto alcolica,di chiara impostazione monastica.Va bevuta solo in occasioni particolari. Se si eccede è normale affacciarsi alla finestra per salutare la folla.
CardinAle: rossa (ambrata), meno alcolica della precedente è il fulcro (cardine) della produzione che è di chiara ispirazione Trappista. I profumi sono ecclesiastici (cera bruciata) ed i sapori di pane bianco fermentato (ostia stantia), il retrogusto ricorda un confessionAle (vedi dopo) chiuso da mesi. Ma si sa il birraio è in odore di santità e nessuno osa dirgli quel che pensa per non rischiare di essere cacciato dal tempio e tacciato di eresia.
ConfessionAle: birra divertente e pericolosa che agevola le comunicazioni e le reciproche confidenze, da evitare (a costo di dichiararsi astemi) se si esce a cena con la moglie/marito dell’amante. I migliori clienti (uscita prematuramente di scena delusa in tram) paiono essere Nicola Utzeri, Marco Tripisciano, Tony Manzi e Andrea Turco che ne comprano casse intere da offrire ai VIB (Volubili Individui Birrai) nella speranza di strappare loro uno scoop. Il birrificio che la produce è già stato oggetto di numerose querele.
MaiAle: a dispetto della desinenza è un tentativo di Pils a bassa fermentazione (Mai-Ale).
CinghiAle: simile alla precedente, ma non filtrata, quindi più grossolana.
ProvenzALe: dall’inconfondibile profumo di lavanda ha il pregio di lasciare un alito particolarmente gradevole. E’ indicata per incontri galanti.
DavanzAle: la birra per chi è fuori come un balcone, recita lo slogan. Di fuori ha di certo il prezzo e la schiuma che salta fuori all’apertura come uno spumante da gran premio. Probabilmente è fermentata sul balcone e rifermentata in un vaso di fiori.
PreNatAle: da consumarsi prima del 25 Dicembre. La sua origine è incerta, ma pare che la ricetta l’abbia detta un angelo in sogno, apparso contemporaneamente a tre birrai. Ognuno di loro parte da lontano a cavallo di un cammello (a 8 o 12 cilindri) portando luppolo, malto e lievito. Un vero dono per l’umanità che la utilizza in misteriosi riti per favorire il concepimento.
MicamAle: birra riuscita particolarmente bene. Incredibilmente pulita, corretta, senza difetti. E’ così buona da risultare incomprensibile ai più, che infatti spesso la snobbano a favore di birre palesemente infette. Il produttore ha grosse difficoltà finanziarie.
NonmAle – NontroppomALe: cloni della precedente realizzati su licenza in Italia a copia dell’originAle (di questa non parlo) versione, spacciata ovviamente per statunitense. Pastorizzate, microfiltrate e con uso smodato di mais vendono un casino grazie a ratebeer ed ai post dei (pseudo)guru apparsi sui blog che ne decantano i “profumi di miele”, il corpo preciso e intenso” ed il finale “giustamente luppolato”. Nel mentre il produttore della MicamAle originale ha chiuso il birrificio ed è tornato a fare il camionista.
…..continua….


settembre 1, 2012

Ale Ale Ale nuovi nomi per nuove birre.

Di Lelio
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Traendo spunto dalla Nuova Birra MezzasegAle, nata dalla collaborazione tra Riccardo Montegioco e Beppe BiDù (già noto per la sua “SuperAnAle”) mi sono immaginato tutta una serie di birre con desinenza Ale. Il tutto open, free, gratis, nessuno di questi nomi è da me registrato, anche se consiglio una verifica prima di battezzare qualche nuova produzione, si sa mai che qualcuno ci abbia già pensato veramente. Me ne sono venute in mente talmente tante, che ho spezzato il post in due parti. 
L’ordine è  ovviamente casuAle.

BanAle: birra ovvia, da 5 gradi, acqua, malto, luppolo, lievito. bottiglia standard profumo classico, gusto pulito.
DozzinALe: da non confondere con la precedente, è in realtà un finto barley wine da ben 14% alc vol. Ossidato in botti di rovere dove resta 200 mesi (ma chissà perché ogni 15 giorni ne esce una versione nuova). Stupì la prima volta per la sua somiglianza con una Marsala all’uovo (marcio), ora, come dice il nome, giace a dozzine nelle cantine di birrofighetti che sperano diventi un prodotto da collezione da vendere su ebay.
GeniAle:  prodotta con cocci di lampadina accesa e frammenti di tungsteno, difficile da trovare e da capire. Riservata a pochi eletti Se la trovi e la capisci ti illumini come un lampione, diversamente fai come tutti e ne tessi le meraviglie per sentito dire, vantando un assaggio mai effettuato.
PostAle: da distribuire nelle poste, tra libri di favole e francobolli da collezione, in etichetta riporta una grande busta. Se non ti piace puoi anche rispedirla al mittente.
PitAle: birra molto diuretica, da bere in quantità e con gli amici, se le bevute sono serali si consiglia di avere a portata di mano un vaso da notte.
RenAle: ottima per chi soffre di calcoli viene prodotta utilizzando la purissima acqua di sorgente del fiume “Reno” ha le stesse controindicazioni della PitAle. 
MortAle: clone mal riuscito della Mort Subite
TombAle: secondo tentativo mal riuscito di clonare la Mort Subite. Si sono utilizzati luppoli pakistani annaffiati esclusivamente con la cotta andata a male di MortAle. (i lombrichi e le talpe ringraziano).
RegAle: birra scura da oltre 9 gradi alc% vol. pensata il giorno che i Savoia sono tornati in Italia, ha richiesto un lungo periodo di affinamento in botti di legno. Pare che le 3 bottiglie rimaste stiano cercando il microclima perfetto (si sa, i tappi di sughero favoriscono l’interscambio) sull’isola dei famosi.Tutti ne parlano, ma nessuno l’ha mai bevuta, alcuni mormorano che sia una cotta annacquata di GeniAle.
SpettrAle: la ricetta ha origini sul finire del ‘700 e lo spettro del duca-marchese, nonché monaco del casato dei Sotuttoio non riusciva a trovare pace fino a quando qualcuno non l’avesse nuovamente realizzata. Grazie al cielo è stata fatta e che ora riposino in pace (lo spettro, la birra e il birraio).
DecennAle – VentennAle – TrentennAle: queste me le aspetto tutte e tre, puntuali come una CambiAle (vedi dopo) saranno riedizioni di birre già viste e mai dimenticate. Al grido di, “ma te le ricordi” sapranno strapparci un “me la ricordavo meglio” , ma l’etichetta è nuova ed il prezzo lievitato. L’auto celebrazione, a caro prezzo, dell’ovvio.
CambiAle: birra che con regolare puntualità cambia colore, profumi e sapore (quasi sempre in peggio), ma si sa il birraio è un artista che vive dell’estro del momento (magari è semplicemente un analfabeta che non sa ne scrivere, ne tanto-meno leggere le ricette), ma col beneficio del dubbio ne sosteniamo la produzione (ed il cambio automobile mensile) per la gioia del nostro lavandino.
BaccanAle: finalmente una birra divertente come recita l’etichetta: “l’IdeAle (vedi dopo) per il Bunga-Bunga, una birra di concezione romana (quindi con un IBU di almeno 120) che non faticherà ad entrare a La Bouvette.
IdeAle: falsa come le parole di alcuni (pseudo)guru del food-beverage, dolce nei profumi, amara nel gusto, vive di contraddizioni e scarsa coerenza. Oggi la trovi qui, domani la bevi la, sfuggente come un congiuntivo in TV, utopica come un’amicizia basata sul denaro. “addio cantavi e non per falsa ingenuità, tu ci credevi e adesso anche io che sono qua” (cit. Ivan Graziani – Lugano addio)
SensAle: birra per agevolare i matrimoni, visto il periodo di crisi, potrebbe sostituire l’anello di fidanzamento. Offerta al padre della sposa lascia trasparire intenzioni serie. E’ un ottima birra!
PapAle: bianca molto alcolica,di chiara impostazione monastica.Va bevuta solo in occasioni particolari. Se si eccede è normale affacciarsi alla finestra per salutare la folla.
CardinAle: rossa (ambrata), meno alcolica della precedente è il fulcro (cardine) della produzione che è di chiara ispirazione Trappista. I profumi sono ecclesiastici (cera bruciata) ed i sapori di pane bianco fermentato (ostia stantia), il retrogusto ricorda un confessionAle (vedi dopo) chiuso da mesi. Ma si sa il birraio è in odore di santità e nessuno osa dirgli quel che pensa per non rischiare di essere cacciato dal tempio e tacciato di eresia.
ConfessionAle: birra divertente e pericolosa che agevola le comunicazioni e le reciproche confidenze, da evitare (a costo di dichiararsi astemi) se si esce a cena con la moglie/marito dell’amante. I migliori clienti (uscita prematuramente di scena delusa in tram) paiono essere Nicola Utzeri, Marco Tripisciano, Tony Manzi e Andrea Turco che ne comprano casse intere da offrire ai VIB (Volubili Individui Birrai) nella speranza di strappare loro uno scoop. Il birrificio che la produce è già stato oggetto di numerose querele.
MaiAle: a dispetto della desinenza è un tentativo di Pils a bassa fermentazione (Mai-Ale).
CinghiAle: simile alla precedente, ma non filtrata, quindi più grossolana.
ProvenzALe: dall’inconfondibile profumo di lavanda ha il pregio di lasciare un alito particolarmente gradevole. E’ indicata per incontri galanti.
DavanzAle: la birra per chi è fuori come un balcone, recita lo slogan. Di fuori ha di certo il prezzo e la schiuma che salta fuori all’apertura come uno spumante da gran premio. Probabilmente è fermentata sul balcone e rifermentata in un vaso di fiori.
PreNatAle: da consumarsi prima del 25 Dicembre. La sua origine è incerta, ma pare che la ricetta l’abbia detta un angelo in sogno, apparso contemporaneamente a tre birrai. Ognuno di loro parte da lontano a cavallo di un cammello (a 8 o 12 cilindri) portando luppolo, malto e lievito. Un vero dono per l’umanità che la utilizza in misteriosi riti per favorire il concepimento.
MicamAle: birra riuscita particolarmente bene. Incredibilmente pulita, corretta, senza difetti. E’ così buona da risultare incomprensibile ai più, che infatti spesso la snobbano a favore di birre palesemente infette. Il produttore ha grosse difficoltà finanziarie.
NonmAle – NontroppomALe: cloni della precedente realizzati su licenza in Italia a copia dell’originAle (di questa non parlo) versione, spacciata ovviamente per statunitense. Pastorizzate, microfiltrate e con uso smodato di mais vendono un casino grazie a ratebeer ed ai post dei (pseudo)guru apparsi sui blog che ne decantano i “profumi di miele”, il corpo preciso e intenso” ed il finale “giustamente luppolato”. Nel mentre il produttore della MicamAle originale ha chiuso il birrificio ed è tornato a fare il camionista.
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Traendo spunto dalla Nuova Birra MezzasegAle, nata dalla collaborazione tra Riccardo Montegioco e Beppe BiDù (già noto per la sua “SuperAnAle”) mi sono immaginato tutta una serie di birre con desinenza Ale. Il tutto open, free, gratis, nessuno di questi nomi è da me registrato, anche se consiglio una verifica prima di battezzare qualche nuova produzione, si sa mai che qualcuno ci abbia già pensato veramente. Me ne sono venute in mente talmente tante, che ho spezzato il post in due parti. 
L’ordine è  ovviamente casuAle.

BanAle: birra ovvia, da 5 gradi, acqua, malto, luppolo, lievito. bottiglia standard profumo classico, gusto pulito.
DozzinALe: da non confondere con la precedente, è in realtà un finto barley wine da ben 14% alc vol. Ossidato in botti di rovere dove resta 200 mesi (ma chissà perché ogni 15 giorni ne esce una versione nuova). Stupì la prima volta per la sua somiglianza con una Marsala all’uovo (marcio), ora, come dice il nome, giace a dozzine nelle cantine di birrofighetti che sperano diventi un prodotto da collezione da vendere su ebay.
GeniAle:  prodotta con cocci di lampadina accesa e frammenti di tungsteno, difficile da trovare e da capire. Riservata a pochi eletti Se la trovi e la capisci ti illumini come un lampione, diversamente fai come tutti e ne tessi le meraviglie per sentito dire, vantando un assaggio mai effettuato.
PostAle: da distribuire nelle poste, tra libri di favole e francobolli da collezione, in etichetta riporta una grande busta. Se non ti piace puoi anche rispedirla al mittente.
PitAle: birra molto diuretica, da bere in quantità e con gli amici, se le bevute sono serali si consiglia di avere a portata di mano un vaso da notte.
RenAle: ottima per chi soffre di calcoli viene prodotta utilizzando la purissima acqua di sorgente del fiume “Reno” ha le stesse controindicazioni della PitAle. 
MortAle: clone mal riuscito della Mort Subite
TombAle: secondo tentativo mal riuscito di clonare la Mort Subite. Si sono utilizzati luppoli pakistani annaffiati esclusivamente con la cotta andata a male di MortAle. (i lombrichi e le talpe ringraziano).
RegAle: birra scura da oltre 9 gradi alc% vol. pensata il giorno che i Savoia sono tornati in Italia, ha richiesto un lungo periodo di affinamento in botti di legno. Pare che le 3 bottiglie rimaste stiano cercando il microclima perfetto (si sa, i tappi di sughero favoriscono l’interscambio) sull’isola dei famosi.Tutti ne parlano, ma nessuno l’ha mai bevuta, alcuni mormorano che sia una cotta annacquata di GeniAle.
SpettrAle: la ricetta ha origini sul finire del ‘700 e lo spettro del duca-marchese, nonché monaco del casato dei Sotuttoio non riusciva a trovare pace fino a quando qualcuno non l’avesse nuovamente realizzata. Grazie al cielo è stata fatta e che ora riposino in pace (lo spettro, la birra e il birraio).
DecennAle – VentennAle – TrentennAle: queste me le aspetto tutte e tre, puntuali come una CambiAle (vedi dopo) saranno riedizioni di birre già viste e mai dimenticate. Al grido di, “ma te le ricordi” sapranno strapparci un “me la ricordavo meglio” , ma l’etichetta è nuova ed il prezzo lievitato. L’auto celebrazione, a caro prezzo, dell’ovvio.
CambiAle: birra che con regolare puntualità cambia colore, profumi e sapore (quasi sempre in peggio), ma si sa il birraio è un artista che vive dell’estro del momento (magari è semplicemente un analfabeta che non sa ne scrivere, ne tanto-meno leggere le ricette), ma col beneficio del dubbio ne sosteniamo la produzione (ed il cambio automobile mensile) per la gioia del nostro lavandino.
BaccanAle: finalmente una birra divertente come recita l’etichetta: “l’IdeAle (vedi dopo) per il Bunga-Bunga, una birra di concezione romana (quindi con un IBU di almeno 120) che non faticherà ad entrare a La Bouvette.
IdeAle: falsa come le parole di alcuni (pseudo)guru del food-beverage, dolce nei profumi, amara nel gusto, vive di contraddizioni e scarsa coerenza. Oggi la trovi qui, domani la bevi la, sfuggente come un congiuntivo in TV, utopica come un’amicizia basata sul denaro. “addio cantavi e non per falsa ingenuità, tu ci credevi e adesso anche io che sono qua” (cit. Ivan Graziani – Lugano addio)
SensAle: birra per agevolare i matrimoni, visto il periodo di crisi, potrebbe sostituire l’anello di fidanzamento. Offerta al padre della sposa lascia trasparire intenzioni serie. E’ un ottima birra!
PapAle: bianca molto alcolica,di chiara impostazione monastica.Va bevuta solo in occasioni particolari. Se si eccede è normale affacciarsi alla finestra per salutare la folla.
CardinAle: rossa (ambrata), meno alcolica della precedente è il fulcro (cardine) della produzione che è di chiara ispirazione Trappista. I profumi sono ecclesiastici (cera bruciata) ed i sapori di pane bianco fermentato (ostia stantia), il retrogusto ricorda un confessionAle (vedi dopo) chiuso da mesi. Ma si sa il birraio è in odore di santità e nessuno osa dirgli quel che pensa per non rischiare di essere cacciato dal tempio e tacciato di eresia.
ConfessionAle: birra divertente e pericolosa che agevola le comunicazioni e le reciproche confidenze, da evitare (a costo di dichiararsi astemi) se si esce a cena con la moglie/marito dell’amante. I migliori clienti (uscita prematuramente di scena delusa in tram) paiono essere Nicola Utzeri, Marco Tripisciano, Tony Manzi e Andrea Turco che ne comprano casse intere da offrire ai VIB (Volubili Individui Birrai) nella speranza di strappare loro uno scoop. Il birrificio che la produce è già stato oggetto di numerose querele.
MaiAle: a dispetto della desinenza è un tentativo di Pils a bassa fermentazione (Mai-Ale).
CinghiAle: simile alla precedente, ma non filtrata, quindi più grossolana.
ProvenzALe: dall’inconfondibile profumo di lavanda ha il pregio di lasciare un alito particolarmente gradevole. E’ indicata per incontri galanti.
DavanzAle: la birra per chi è fuori come un balcone, recita lo slogan. Di fuori ha di certo il prezzo e la schiuma che salta fuori all’apertura come uno spumante da gran premio. Probabilmente è fermentata sul balcone e rifermentata in un vaso di fiori.
PreNatAle: da consumarsi prima del 25 Dicembre. La sua origine è incerta, ma pare che la ricetta l’abbia detta un angelo in sogno, apparso contemporaneamente a tre birrai. Ognuno di loro parte da lontano a cavallo di un cammello (a 8 o 12 cilindri) portando luppolo, malto e lievito. Un vero dono per l’umanità che la utilizza in misteriosi riti per favorire il concepimento.
MicamAle: birra riuscita particolarmente bene. Incredibilmente pulita, corretta, senza difetti. E’ così buona da risultare incomprensibile ai più, che infatti spesso la snobbano a favore di birre palesemente infette. Il produttore ha grosse difficoltà finanziarie.
NonmAle – NontroppomALe: cloni della precedente realizzati su licenza in Italia a copia dell’originAle (di questa non parlo) versione, spacciata ovviamente per statunitense. Pastorizzate, microfiltrate e con uso smodato di mais vendono un casino grazie a ratebeer ed ai post dei (pseudo)guru apparsi sui blog che ne decantano i “profumi di miele”, il corpo preciso e intenso” ed il finale “giustamente luppolato”. Nel mentre il produttore della MicamAle originale ha chiuso il birrificio ed è tornato a fare il camionista.
…..continua….