marzo 26, 2017

Crowdfunding innovativo

Da un libro a un birrificio il passo è breve

Sì, lo so, il titolo con la parola in inglese non è il massimo, ma questa è una storia talmente curiosa e originale che scrivere “raccolta fondi popolare e innovativa” sicuramente non avrebbe sortito lo stesso effetto.

È il 3 marzo del 2015 quando Lelio sussurra all’orecchio di Lella, sua moglie da 30 anni: “Ho voglia di vederti sempre, di lavorare di nuovo insieme a te”. Ora, capirete che lei, più abituata a sentirsi chiedere se avesse pagato l’assicurazione dell’automobile o comprato gli yogurt al pistacchio, lì per lì resta senza parole, eppure, forse distratta da una fresca aria primaverile, annuisce con la testa. Il cosa fare è, da tempo, ben noto a entrambi: una produzione artigianale di birra e bibite, a Carrù, il loro paese di origine. Tuttavia un’attività commerciale di questo spessore richiede investimenti importanti che Lelio, autore di un libro dal titolo “Guida all’apertura di un microbirrificio”, conosce a menadito . Investimenti, ahimè, piuttosto al di là delle possibilità economiche dei nostri romantici protagonisti.

Lelio non è certo uno che si arrende e, così, inizia a sondare banche e imprenditori locali per cercare di mettere insieme il gruzzolo necessario. Che disastro! Da “Non è il momento di investire”, “Sì, ma non ora”, “Guarda tu che sfortuna: ho appena cambiato la barca!”, “Non ci sono le giuste garanzie”, alla migliore “A mia moglie la birra non piace le sue orecchie ne hanno dovute sentire di tutti i colori, e tra un incontro qui e una telefonata là, i mesi passano e il progetto sembra allontanarsi sempre di più. Ma Lelio pensa e ripensa, trascorrendo le notti sveglio a navigare su internet alla ricerca di concrete soluzioni. Passa più di un anno da quel sussurro all’orecchio. Poi un’idea si accende all’improvviso: folgorante, abbagliante, decisiva.

Il libro, i lettori del mio libro!- dice Lelio tra il confuso, il determinato e il delirante -chiedo aiuto a loro!-.

Nell’attimo dopo le sue dita ticchettano sulla tastiera del laptop mentre, con gli occhi, scorre la rubrica degli indirizzi e-mail apparsa sullo schermo.

Oggetto: apriamo un birrificio

Caro amico di birra,

ho un progetto, un’idea di cui vorrei farti partecipe.

Dopo tanti anni di birra artigianale, vissuti sotto molteplici aspetti, ho deciso, con la mia famiglia, di rimettermi in gioco e di ricominciare a “fare birra sul serio” (e non solo birra!). Per farla breve, sto seriamente valutando di aprire un birrificio. Non è certo questa la sede più opportuna per approfondire l’argomento, anzi, mi auguro che questa mail non sia fonte di disturbo, ma per far sì che questa valutazione si concretizzi e parta, anzi prosegua quanto fatto fino ad ora, sto cercando appassionati di birra interessati a finanziare l’impresa. Oltre al discorso puramente economico (i soldi, ahimè, sono indispensabili) sarebbe per me molto utile poter valutare collaborazioni commerciali o, ad esempio, Beer Firm. Unendo le nostre forze, le nostre idee e i nostri progetti possiamo creare qualcosa di importante.

Nel ringraziarti ancora per la fiducia nei miei confronti attendo con piacere, nel caso fossi interessato ad approfondire l’argomento, un tuo riscontro.

I miei migliori saluti birrari

Lelio legge e rilegge il testo ad alta voce, incespicando qua e là perché ancora stenta a crederci: il suo sogno potrebbe essere lì, nel piccolo movimento del dito indice sul mouse.

Basta un click e alle 23.10 del 21 aprile 2016, le mail vengono inviate.

Già nella notte arrivano le prime risposte: “Voglio saperne di più, chiamami!” scrive Andrea; “Ho un birrificio in Venezuela e vorrei tornare in Italia” dice Nicola; “Produrre birra è la mia passione” aggiunge Giovanni.

Nel volgere di una settimana, ben novantasei persone rispondono alla mail.

Lelio le contatta telefonicamente una ad una, esponendo la sua idea e inviando il progetto di impresa e i vari business plan. Inizia a viaggiare su e giù, e avanti e indietro, per l’Italia per gli incontri con gli “amici di birra”. Alterna momenti di grande euforia ad altri di mero sconforto, ma alla fine, dopo cinque mesi di consultazioni, la compagine sociale è definita. Otto sono i decisi, convinti appassionati sulla linea che è la stessa di un traguardo e di una nuova partenza.

Nasce Birra Carrù, di tre carrucesi come Lelio, Lella e la figlia Paola, ma anche di un milanese, due torinesi, un tortonese, un albese, un vercellese, un palermitano e uno svizzero.

Il racconto, certo, non finisce qui; anzi è proprio appena iniziato.

Neanche un litro di birra è stato ancora prodotto, ma il prologo di questa nuova storia che Lelio e Lella si apprestano a vivere è così bello da meritare un posto tutto suo nell’albo e nel cuore di chi sa ancora credere nei sogni.


marzo 2, 2017

nuova intervista birraria

Di Lelio
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Ogni sorso delle produzioni di Lelio Bottero restituisce il sincero calore della sua famiglia, con cui ha creato un’attività brassicola carica di umanità e ricca dei sentori di materie prime locali. Lo abbiamo intervistato per voi.

tratto da http://www.storienogastronomiche.it/giratempo-in-piemonte-birra-di-territorio-che-sfugge-allomologazione/
 


gennaio 14, 2017

Venerdì 20 Gennaio a Trinità (CN)

Di Lelio
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leliolibroVenerdì 20 Gennaio alle 21 in biblioteca a Trinità, un appuntamento a base di birra artigianale! Si parlerà della storia della birra, del suo importante contributo all’evolversi dell’umanità e soprattutto di come, anche in Italia, le birre di qualità abbiano cambiato la percezione di questa bevanda nell’immaginario collettivo. Degusteremo un paio di birre e, si divagherà su acqua, luppolo e sull’orzo, le materie prime principali. Di certo una serata frizzante.


novembre 6, 2016

Un’importante collaborazione

Di Lelio
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Ai906b636cfcb594c925153bfa54c8c4a2 i più attenti “navigatori” birrari non sara sfuggita la comparsa di numerosi articoli sul portale Pam-Panorama . Articoli firmati da Marianna Bottero e dal sottoscritto. Una bella palestra dove ci esercitiamo nel rendere anche il più semplice e comprensibile possibile il linguaggio tecnico legato al nostro piccolo, ma spumeggiante mondo. Insieme alla redazione del portale concordiamo gli argomenti da affrontare e godiamo di piena autonomia nell’esporli. Gli scritti che curiamo sono nella sezione birrificio-magazine e portano la firma “mastri birrai” . La redazione inoltre aggiunge contenuti video (bellissimo quello sui manifesti) rendendo il portale sempre più interessante e dinamico. Per chi volesse saperne di più ecco il link diretto https://birrificio.pampanorama.it/magazine

e mi raccomando…buona birra!


giugno 2, 2016

la crescita dei birrifici

Di Lelio
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In un attimo di folle lucidità matematica ho pensato di trasformare in modo grafico la crescita degli ultimi anni dei birrifici italiani. Analizzando non solo il numero puro, ma anche stimando produzione e fatturato. Per fare questo mi sono avvalso dei dati forniti da microbirrifici.org, cronache di birra ed ovviamente dalla preziosa ricerca Atlis-Ub.

Ci ho messo del mio semplificando alcuni dati, come ad esempio il numero di unità produttive (i volumi ed i fatturati espressi dai beer-firm, che poi sarà maschile o femminile..boh, sono quindi compresi nei quantitativi espressi dai “birrifici produttivi”). Ho mantenuto anche costante il consumo italiano nel corso degli anni (che comunque è variato di poco) e “stimato” (qui purtroppo non ho trovato dati certi) la % imputabile alla produzione artigianale. Cresce il numero di produttori, ma cresce anche la media di produzione imputabile ad ogni singola unità produttiva. Questo grazie anche all’esplosione delle beer-firm e ai birrifici (sono ormai il 50% del totale) che realizzano queste produzioni conto/terzi. Mi sono fermato al 2014, in attesa del report 2016 dell’Atlis che confermerà, come penso, un ulteriore balzo in avanti…vedremo!fatturato

 

 

produzionestimata