Il progetto “nel campo di Achille”: una filiera corta e controllata per dare identità italiana, anzi piemontese, alla birra artigianale.
Sfatiamo un falso storico: la birra – o meglio – gli ingredienti della birra come l’orzo e il luppolo nascono per viaggiare, per essere trasportati anche a migliaia di chilometri dal loro luogo di coltura/semina. È stato così per secoli e molte delle birre conosciute a livello internazionale sono figlie di terre lontane tra loro.
Parlare, quindi, di territorialità brassicola in una regione, il Piemonte, nota per i suoi grandi vini può sembrare un azzardo, una vera e propria scommessa.
Certo, i vitigni piemontesi spopolano nel mondo, ma occupano solo una parte della superficie coltivabile, lasciando spazio a colture di altro tipo come il riso o il mais. In Piemonte, l’orzo da birra è noto da secoli, ma solo adesso la ricerca sta individuando e selezionando le varietà più adatte al microclima locale.
Il progetto “nel campo di Achille” è il punto di partenza per una valorizzazione dell’economia agricola regionale: l’impiego di materie prime locali genera una filiera agroalimentare totalmente tracciabile e ritorni monetari da reinvestire per il territorio. La qualità è importante e tutte le persone coinvolte possiedono competenze tali da non lasciare dubbi: sarà un’ottima birra.
Ecco i dettagli:
origine |
note |
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Orzo |
Extase (distico primaverile) |
Oviglio -Alessandria |
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Campo di semina |
Az Agricola Parmegiani (Achille) |
Cameri -Novara |
Lotto M00054AE-01 seminato il 16/03/2018 |
Malteria |
Malteria del Monferrato |
Villafranca – Asti |
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Birrificio |
Birra Carrù – Giratempo |
Carrù – Cuneo |
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Luppolo |
Cascade |
Busca – Cuneo |
Progetto in corso |
Il campo di Achille ora attende il sole e noi attendiamo che le spighe crescano ingannando l’attesa con una buona birra artigianale da filiera corta italiana.