Aprire un microbirrificio con il crowdfunding

Aprire un microbirrificio con il crowdfunding

Sì, lo so: il titolo con la parola inglese crowdfunding non è il massimo, ma questa è una storia talmente curiosa e originale sui modi alternativi per aprire un microbirrificio che scrivere raccolta fondi popolare e innovativa non avrebbe sortito lo stesso effetto.

Ma partiamo dall’inizio.

La storia di un microbirrificio: il mio

È il 3 marzo del 2015 quando dico a Lella, mia moglie da 30 anni: “Voglio vederti sempre e lavorare di nuovo insieme”.

Ora, capirete bene che lei, più abituata a sentirsi chiedere se avesse pagato l’assicurazione dell’automobile o comprato gli yogurt al pistacchio, lì per lì resta senza parole.

Eppure annuisce, facendo un cenno con la testa. Cosa fare lo sappiamo bene da tempo: aprire un microbirrificio con produzione artigianale di birra e bibite a Carrù (CN), il nostro paese di origine.

Ma sapevamo altrettanto bene quanto un birrificio artigianale richieda investimenti importanti che conoscevamo a menadito dopo “Guida all’apertura di un microbirrificio”.

Ma chi ci pensava ad arrendersi? Non noi.

Ho iniziato a sondare banche e imprenditori locali per cercare di racimolare il gruzzolo necessario. Un disastro.

“Non è il momento di investire”. “Sì! Ma non ora”. “Che sfortuna, ho appena cambiato la barca!”. “Non ci sono le giuste garanzie”. Ma tra tutte le scuse per non investire in un microbirrificio la migliore è stata “A mia moglie la birra non piace” (e da una parte come biasimarlo).

Insomma ne ho sentite di tutti i colori, e tra un incontro qui e una telefonata là, i mesi passavano e il progetto sembrava allontanarsi sempre di più. Pensavo e ripensavo. Trascorrevo le notti sveglio a navigare su internet alla ricerca di soluzioni.

Passa più di un anno da quel 3 marzo 2015. Poi un’idea si accende all’improvviso: folgorante, abbagliante, decisiva. Il libro, i lettori del mio libro! Penso tra il confuso, il determinato e il delirante. Chiedo aiuto a loro.

L’inizio del crowdfunding

Pochi minuti dopo le mie dita battevano veloci sulla tastiera del computer.

Oggetto: apriamo un birrificio

Caro amico di birra,
ho un progetto, un’idea di cui vorrei farti partecipe.

Dopo tanti anni di birra artigianale, vissuti sotto molteplici aspetti, ho deciso, con la mia famiglia, di rimettermi in gioco e di ricominciare a “fare birra sul serio” (e non solo birra!). Per farla breve, sto seriamente valutando di aprire un birrificio. Non è certo questa la sede più opportuna per approfondire l’argomento, anzi, mi auguro che questa mail non sia fonte di disturbo, ma per far sì che questa valutazione si concretizzi e parta, anzi prosegua quanto fatto fino ad ora, sto cercando appassionati di birra interessati a finanziare l’impresa.

Oltre al discorso puramente economico (i soldi, ahimè, sono indispensabili) sarebbe per me molto utile poter valutare collaborazioni commerciali o, ad esempio, Beer Firm. Unendo le nostre forze, le nostre idee e i nostri progetti possiamo creare qualcosa di importante.

Nel ringraziarti ancora per la fiducia nei miei confronti attendo con piacere, nel caso fossi interessato ad approfondire l’argomento, un tuo riscontro.

I miei migliori saluti birrari

Leggo e rileggo il testo ad alta voce, incespicando qua e là, perché ancora stentavo a crederci. L’inizio del mio sogno poteva essere lì: nel piccolo movimento del dito indice sul mouse.

Click. Le mail vengono inviate alle 23.10 del 21 aprile 2016.

Già nella notte (siamo in tanti a non dormire!) arrivano le prime risposte: “Voglio saperne di più, chiamami!” scrive Andrea; “Ho un birrificio in Venezuela e vorrei tornare in Italia” dice Nicola; “Produrre birra è la mia passione” aggiunge Giovanni.

In una settimana, ben novantasei persone rispondono alla mail.

Le contatto telefonicamente, una ad una, raccontando la mia idea e inviando progetto d’impresa e vari business plan per il microbirrificio. Inizio a viaggiare su e giù, avanti e indietro per l’Italia per incontrare gli amici di birra. Alterno momenti di grande euforia ad altri di sconforto, ma, dopo cinque mesi di consultazioni, la compagine sociale è definita. Otto sono i decisi, convinti appassionati sulla linea di traguardo e nuova partenza.

Io e mia moglie Lorella nel 2015

Dal crowdfunding a Birra Carrù

Nasce Birra Carrù. Un microbirrificio artigianale di famiglia carrucese: Lelio, Lella le nostre figlie Paola e Marianna. Ma anche di un milanese, due torinesi, un tortonese, un albese, un vercellese, un palermitano e uno svizzero.

Il racconto, certo, non finisce qui. Anzi è appena iniziato. Aprire un microbirrificio artigianale è il mio sogno diventato…birra?

Neanche un litro di bionda è stato prodotto, ma il prologo di questa nuova storia che io e la mia famiglia ci apprestiamo a vivere è così bello da meritare un posto tutto suo nell’albo e nel cuore di chi sa ancora credere nei sogni.

Questo articolo ha un commento

  1. Sono curioso di conoscere chi è il palermitano!Birra TRIMMUTURA beer firm a Palermo.

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