Traendo spunto dalla Nuova Birra MezzasegAle, nata dalla collaborazione tra Riccardo Montegioco e Beppe BiDù (già noto per la sua “SuperAnAle”) mi sono immaginato tutta una serie di birre con desinenza Ale. Il tutto open, free, gratis, nessuno di questi nomi è da me registrato, anche se consiglio una verifica prima di battezzare qualche nuova produzione, si sa mai che qualcuno ci abbia già pensato veramente. Me ne sono venute in mente talmente tante, che ho spezzato il post in due parti. L’ordine è ovviamente casuAle.
BanAle: birra ovvia, da 5 gradi, acqua, malto, luppolo, lievito. bottiglia standard profumo classico, gusto pulito.
DozzinALe: da non confondere con la precedente, è in realtà un finto barley wine da ben 14% alc vol. Ossidato in botti di rovere dove resta 200 mesi (ma chissà perché ogni 15 giorni ne esce una versione nuova). Stupì la prima volta per la sua somiglianza con una Marsala all’uovo (marcio), ora, come dice il nome, giace a dozzine nelle cantine di birrofighetti che sperano diventi un prodotto da collezione da vendere su ebay.
GeniAle: prodotta con cocci di lampadina accesa e frammenti di tungsteno, difficile da trovare e da capire. Riservata a pochi eletti Se la trovi e la capisci ti illumini come un lampione, diversamente fai come tutti e ne tessi le meraviglie per sentito dire, vantando un assaggio mai effettuato.
PostAle: da distribuire nelle poste, tra libri di favole e francobolli da collezione, in etichetta riporta una grande busta. Se non ti piace puoi anche rispedirla al mittente.
PitAle: birra molto diuretica, da bere in quantità e con gli amici, se le bevute sono serali si consiglia di avere a portata di mano un vaso da notte.
MortAle: clone mal riuscito della Mort Subite
TombAle: secondo tentativo mal riuscito di clonare la Mort Subite. Si sono utilizzati luppoli pakistani annaffiati esclusivamente con la cotta andata a male di MortAle. (i lombrichi e le talpe ringraziano).
RegAle: birra scura da oltre 9 gradi alc% vol. pensata il giorno che i Savoia sono tornati in Italia, ha richiesto un lungo periodo di affinamento in botti di legno. Pare che le 3 bottiglie rimaste stiano cercando il microclima perfetto (si sa, i tappi di sughero favoriscono l’interscambio) sull’isola dei famosi.Tutti ne parlano, ma nessuno l’ha mai bevuta, alcuni mormorano che sia una cotta annacquata di GeniAle.
SpettrAle: la ricetta ha origini sul finire del ‘700 e lo spettro del duca-marchese, nonché monaco del casato dei Sotuttoio non riusciva a trovare pace fino a quando qualcuno non l’avesse nuovamente realizzata. Grazie al cielo è stata fatta e che ora riposino in pace (lo spettro, la birra e il birraio).
DecennAle – VentennAle – TrentennAle: queste me le aspetto tutte e tre, puntuali come una CambiAle (vedi dopo) saranno riedizioni di birre già viste e mai dimenticate. Al grido di, “ma te le ricordi” sapranno strapparci un “me la ricordavo meglio” , ma l’etichetta è nuova ed il prezzo lievitato. L’auto celebrazione, a caro prezzo, dell’ovvio.
CambiAle: birra che con regolare puntualità cambia colore, profumi e sapore (quasi sempre in peggio), ma si sa il birraio è un artista che vive dell’estro del momento (magari è semplicemente un analfabeta che non sa ne scrivere, ne tanto-meno leggere le ricette), ma col beneficio del dubbio ne sosteniamo la produzione (ed il cambio automobile mensile) per la gioia del nostro lavandino.
IdeAle: falsa come le parole di alcuni (pseudo)guru del food-beverage, dolce nei profumi, amara nel gusto, vive di contraddizioni e scarsa coerenza. Oggi la trovi qui, domani la bevi la, sfuggente come un congiuntivo in TV, utopica come un’amicizia basata sul denaro. “addio cantavi e non per falsa ingenuità, tu ci credevi e adesso anche io che sono qua” (cit. Ivan Graziani – Lugano addio)
SensAle: birra per agevolare i matrimoni, visto il periodo di crisi, potrebbe sostituire l’anello di fidanzamento. Offerta al padre della sposa lascia trasparire intenzioni serie. E’ un ottima birra!
PapAle: bianca molto alcolica,di chiara impostazione monastica.Va bevuta solo in occasioni particolari. Se si eccede è normale affacciarsi alla finestra per salutare la folla.
CardinAle: rossa (ambrata), meno alcolica della precedente è il fulcro (cardine) della produzione che è di chiara ispirazione Trappista. I profumi sono ecclesiastici (cera bruciata) ed i sapori di pane bianco fermentato (ostia stantia), il retrogusto ricorda un confessionAle (vedi dopo) chiuso da mesi. Ma si sa il birraio è in odore di santità e nessuno osa dirgli quel che pensa per non rischiare di essere cacciato dal tempio e tacciato di eresia.
ConfessionAle: birra divertente e pericolosa che agevola le comunicazioni e le reciproche confidenze, da evitare (a costo di dichiararsi astemi) se si esce a cena con la moglie/marito dell’amante. I migliori clienti (uscita prematuramente di scena delusa in tram) paiono essere Nicola Utzeri, Marco Tripisciano, Tony Manzi e Andrea Turco che ne comprano casse intere da offrire ai VIB (Volubili Individui Birrai) nella speranza di strappare loro uno scoop. Il birrificio che la produce è già stato oggetto di numerose querele.
CinghiAle: simile alla precedente, ma non filtrata, quindi più grossolana.
ProvenzALe: dall’inconfondibile profumo di lavanda ha il pregio di lasciare un alito particolarmente gradevole. E’ indicata per incontri galanti.
DavanzAle: la birra per chi è fuori come un balcone, recita lo slogan. Di fuori ha di certo il prezzo e la schiuma che salta fuori all’apertura come uno spumante da gran premio. Probabilmente è fermentata sul balcone e rifermentata in un vaso di fiori.
PreNatAle: da consumarsi prima del 25 Dicembre. La sua origine è incerta, ma pare che la ricetta l’abbia detta un angelo in sogno, apparso contemporaneamente a tre birrai. Ognuno di loro parte da lontano a cavallo di un cammello (a 8 o 12 cilindri) portando luppolo, malto e lievito. Un vero dono per l’umanità che la utilizza in misteriosi riti per favorire il concepimento.
NonmAle – NontroppomALe: cloni della precedente realizzati su licenza in Italia a copia dell’originAle (di questa non parlo) versione, spacciata ovviamente per statunitense. Pastorizzate, microfiltrate e con uso smodato di mais vendono un casino grazie a ratebeer ed ai post dei (pseudo)guru apparsi sui blog che ne decantano i “profumi di miele”, il corpo preciso e intenso” ed il finale “giustamente luppolato”. Nel mentre il produttore della MicamAle originale ha chiuso il birrificio ed è tornato a fare il camionista.
…..continua….

