Il Telegiornale

Sarà che con l’età divento più intollerrante, oppure che presto più attenzione a certi fatti, ma non capisco proprio più l’informazione televisiva.
Su un omicidio (fatto grave per carità) ormai ci dedicano buona parte del tempo, e vai con l’intervista al cugino lontano, e poi analizza la trascrizione dell’ultima telefonata (alla faccia del segreto istruttorio) ed inizia i paragoni con questo e quello. Mi spiace per tutte le persone coinvolte, che magari gradirebbero anche essere lasciate in pace, ma a me, una volta preso atto dell’infausto accaduto…che me frega dell’ennesimo approfondimento e dell’opinione del figlio del fornaio? E’ una questione di audience mi sembra gia di sentire, ma io vorrei INFORMAZIONE, anche di parte, ma INFORMAZIONE, NOTIZIE degne di tal nome, FATTI, non torbidi rimescolamenti delle mie paure e della mia coscienza.
Parlatemi del petrolio, dell’ economia, della politica (con termini semplici e chiari per cortesia), di come si legge una busta paga, di cos’è un contratto di lavoro, di come posso andare allo stadio senza rischiare una revolverata. Parlatemi delle cose che mi servono tutti i giorni e che possono cambiarmi o migliorarmi la vita. Parlatemi di volley, di rugby, di come aiutare i miei figli a non cadere nel turbine della droga, dell’alcool…ma forse sono già al delirio.
Utopia aveva una sorella maggiore…..(cit Nomadi)

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. claudia

    Il pubblico televisivo accetta passivamente quello che gli viene proposto: vogliono sapere quante coltellate erika ha dato alla sua mamma, quanti colpi sono stati inferti al piccolo samuele e via dicendo…spiare dal buco della serratura i drammi altrui standosene comodamente sulla poltrona di casa e col minimo sforzo!
    Non c’e’ piu alcuna forma di pudore nei confronti del dolore (sinceramente non approvo nemmeno il fatto di battere le mani ai funerali…).
    Cio’ che chiedi all’informazione e’ giusto e sacrosanto ma pericoloso. Un popolo consapevole o reagisce (vedi il v-day come caso estremo) o si accomoda sulla sopracitata poltrona.
    E ho come la vaga sensazione che tanti, troppi preferiscano la seconda scelta.

  2. lelio bottero

    Nascondere la testa sotto la sabbia?
    Non è il mio modo di vivere, e forse per me non è neanche vivere!
    grazie del commento Claudia..sei la prima!

I commenti sono chiusi.