Le interviste birrarie di Marianna

Marianna Bottero (ok..mia figlia) sta realizzando una serie di interviste a noti personaggi “birrari” locali. Queste interviste sono pubblicate in anteprima sul “free press”  La Mosca Bianca.

ecco la prima parte dedicata a Cagio del neonato birrificio Kauss

Come ben tutti sappiamo la bevanda più antica del mondo è la birra. Scoperta per caso nella notte dei tempi è ora diventato un fenomeno in continua crescita sia dal punto di vista commerciale che amatoriale. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di intervistare un appassionato prima e professionista poi del settore: Luigi Cagio Cagioni.
“L’input iniziale è stato un interesse per l’agroalimentare in genere, che si tratti di vino, salumi, formaggi o birra” ci racconta “interesse che mi ha spinto a diplomarmi in agraria ed, in seguito, a laurearmi specificatamente nel settore agroalimentare ed a tenere lezioni a mia volta”. Non sono, naturalmente, mancati corsi di degustazione ed importanti esperienze formative come stage in Germania sia nel settore produttivo che in microbirrifici veri e propri. I primi esperimenti nel 1997 con alcuni amici “non c’era nemmeno Internet all’epoca per cui abbiamo raccolto informazioni su libri ed enciclopedie, ma come ogni primo prodotto che si rispetti, era imbevibile!” ci dice ancora Cagio. Eppure i primi fallimenti non hanno smorzato l’entusiasmo ma l’hanno, al contrario, incentivato e ad essi sono susseguite innumerevoli prove prima ad alta fermentazione e poi a bassa fermentazione secondo la scuola tedesca. “Ora, a livello professionale produco principalmente tre tipi di birra” aggiunge Luigi. Ma, nonostante paia tutto così immediato e semplice la realtà è ben altra: servono tempo, pazienza, conoscenze di base (e non solo), strumenti, un’immancabile dose di fortuna e, ovviamente, le materie prime adatte. Frantumazione del malto, impasto con l’acqua, fermentazione a temperatura controllata e maturazione sono processi che devono essere seguiti minuziosamente e registrati accuratamente soprattutto in fase sperimentale. “La birra richiede tempo e pulizia, non bisogna avere fretta di prepararla e di berla e per farla in casa bisogna prestare molta attenzione all’igiene. Poi non bisogna scoraggiarsi, neanche ai professionisti esce bene al primo tentativo.” ci risponde Cagio al nostro domandare qualche consiglio utile e basilare da tenere costantemente presente.

Inoltre non deve mai mancare l’aspetto “creativo” della produzione: la birra è acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito ma anche spezie ed aromi di vario genere, dai più impiegati coriandolo e cardamomo sino ai più rari genepi, assenzio e pepe. La sperimentazione dev’essere soggettiva e senza limiti seppur, ovviamente, ben calibrata. Immancabili anche gli strumenti molto costosi a livello professionale ma facilmente reperibili ed imitabili in un contesto casalingo dove è possibile utilizzare tranquillamente pentole e secchi. “Io uso una sala cottura costituita da tre tini da 1000litri, alimentata da un generatore di vapore a legna, poi ho uno scambiatore di calore, tre tini di fermentazione e cinque di maturazione, tutto in acciaio inox” afferma Luigi. […continua sul prossimo numero].

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