TRA LE “VITE SPERICOLATE” DI CALAMANDRANA.

LELIO BOTTERO TRA LE “VITE SPERICOLATE” DI CALAMANDRANA.
Calamandrana alta, piccolo borgo storico arroccato tra le verdi colline astigiane, location perfetta per una manifestazione dal carattere originale e fuori dal comune.
“Vite spericolata” non è un errore di ortografia, ma il sottile gioco di parole che designa l’incontro di produttori principalmente vinicoli con storie geniali e coraggiose da raccontare. Tra i vini d’alta quota della Valle d’Aosta, gli spumanti affinati sul fondale del mare di Portofino, il Grignolino ed il Ruché, troviamo Lelio Bottero, unico produttore di birra presente nella giornata di Sabato 13 Luglio. Con la Niimbus, bionda in stile italiano del Giratempopub di Sant’Albano Stura, racconta il connubio tra il malto ed il mosto di uva Moscato aggiunto al 20% in fase di fermentazione. Una contaminazione tra il mondo vinicolo e quello birraio avvertibile sin dai profumi, spiccatamente di pesca bianca, tipici del Moscato. Una birra piacevole e beverina in grado di nascondere perfettamente il suo 6.5% di grado alcolico. Così anche la Manico Rosso, rossa appartenente alla stessa linea, differente dalla precedente per la presenza di una minore percentuale di mosto di Moscato aggiunto e per il mezzo grado in più di alcol. “L’idea di una commistione così azzardata” spiega Lelio “in realtà mi è sempre balenata per la testa. Sono nato e cresciuto nelle Langhe, in Piemonte, per cui l’approccio al vino è avvenuto sin dall’infanzia e quando nel 1996 ho iniziato ad occuparmi di birra ho immediatamente pensato a come far incontrare questi due mondi in apparenza diversi ma praticamente molto

simili”. “Ho elaborato con un amico homebrewer alcune sperimentazioni” prosegue Lelio “in primis abbandonate e poi riprese con l’apertura del locale di mia figlia Paola, il Giratempopub di Sant’Albano Stura, ed il conseguente avvio di una produzione artigianale di nostre birre”. Curiosi anche i nomi derivanti dal noto universo fantasy di Harry Potter.

Lelio Bottero è anche, in Italia, autore della maggior parte di libri e manuali concernenti l’ambito birrario presenti sul mercato. Dal 2005 ad oggi: “Guida ai microbirrifici italiani”, “Birra fatta in casa” con Matteo Billia, “Manuale della Birra” con Matteo Billia e Lorenzo Dabove, “Guida all’apertura di un microbirrificio – brewpub. I parte: impianti, logistica, burocrazia”,“Bevo Birra” con la prefazione di Paolo Massobrio ed infine “Guida all’apertura di un microbirrificio – brewpub. II parte: marketing e commerciale”. 

Un ringraziamento agli organizzatori per l’invito, e in particolare a Mariachiara Squassino.

Questo articolo ha un commento

  1. Lin

    scrive:Neanche a me va gif9 l’idea di uno stile suggerito dall’alto.Ed in pif9, conrocdo con Duncan con la regionalite0 delle birre piuttosto che con l’italianite0, che come per la cucina non esiste.Anche gli ingredienti dovrebbero essere un po’ pif9 ragionati. Fare una birra con ingredienti del territorio per far identificare la gente e8 un discorso che puf2 crollare spesso se la gente non si rispecchia in quella birra, o nella birra.Forse si sta procedendo un po’ troppo per tentativi.

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